Stefano Girotti, nato a Chioggia (VE), sono diplomato in Grafica e Comunicazione all'ISSM di Mestre e laureato in Advertising & Marketing presso IUSVE. Da sempre appassionato di fotografia, design e cinema, ne apprezzo la capacità di rispecchiare e raccontare la società e i suoi cambiamenti. L’arte è per me come un motore che muove la società, ne racconta le sfaccettature e le dà voce e forza.
Amo raccontare storie attraverso la fotografia, catturando momenti destinati a durare nel tempo. Credo fermamente, come affermava Henri Cartier-Bresson, che un fotografo debba avere allineati cuore, occhi e mente. È solo attraverso questa sintonia che la fotografia smette di essere una mera rappresentazione del reale e diventa un’immagine capace di assumere significato, trasformandosi in testimonianza e in opera d’arte.
Mi appassiona profondamente il mondo del fotogiornalismo, perché offre una voce a chi non ne ha, a chi viene dimenticato, marginalizzato o cancellato dal potere. Attraverso la fotografia sento la responsabilità di osservare e raccontare ciò che accade nella società e nell’ambiente, soprattutto quando sarebbe più semplice voltarsi dall’altra parte.
Con il mio progetto di tesi dedicato a Gaza (dal titolo “Credere senza vedere: la costruzione mediatica della realtà e il diverso peso delle vittime nei conflitti contemporanei. Il caso studio di Gaza”) vorrei aprire un nuovo capitolo della mia vita: diventare testimone delle ingiustizie sociali e utilizzare la fotografia come strumento di memoria, denuncia e consapevolezza. Perché oggi, più che mai, non possiamo più permetterci di far finta di non vedere.